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  • Immagine del redattoreSharon Bocca

L’ansia e i disturbi d’ansia

Aggiornamento: 22 giu 2023

Ansia! Ansia! Che ansia!


L'Ansia





I disturbi d’ansia sono tra le psicopatologie più diffuse, possono essere causa o effetto di altri disturbi psichiatrici e sono associati ad un aumento dell’utilizzo dei servizi di assistenza sanitaria. Un corretto intervento è dunque necessario.


Ma prima di tutto: che cos’è l’ansia?


L’ansia è un’emozione, collegata all’emozione di base della paura. L’ansia e la paura condividono innanzitutto il tema del pericolo e della minaccia e poi la risposta che ne deriva, che può essere di attacco, fuga o congelamento. A differenza della paura, che richiede un oggetto preciso (come un leone davanti a sé) ed è immediata, l’ansia non ha questo aspetto di concretezza, viene invece stimolata notevolmente dal pensiero.

L’ansia è quindi uno stato emotivo di preparazione al pericolo potenziale, che serve a predisporre un comportamento di attacco, fuga o congelamento.


Non è possibile non provare ansia. Non voler provare ansia sarebbe come non voler respirare. L’ansia, come tutte le emozioni, è importante e adattiva, nel senso che ha un’utilità specifica perché ci aiuta a reagire agli stimoli che provengono dall’ambiente. Tuttavia, l’ansia può diventare disadattiva quando è prolungata ed eccessiva.

L’ansia ha dunque come trigger, cioè come fattore scatenante, un pensiero o un ricordo, e può attivare un circolo vizioso fatto di agitazione e rimuginio ripetitivo, con le più svariate conseguenze spiacevoli, generando i tanto frequenti disturbi d’ansia.


Quali sono i disturbi d’ansia e i loro sintomi?


L’APA (American Psychiatric Association) inserisce fra i disturbi d’ansia:

· l’agorafobia


Ma vediamo queste patologie un po’ più nello specifico…


Il bambino con disturbo d’ansia da separazione sviluppa per almeno un mese paura o ansia eccessiva, inappropriate rispetto allo stadio di sviluppo, al momento della separazione da coloro a cui è legato, con disagio e compromissione della propria vita quotidiana.


Il mutismo selettivo, invece, prevede incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche, per almeno un mese, in assenza di alterazioni comunicative e linguistiche, interferendo però con i risultati scolastici del bambino.


La fobia specifica è la tanto conosciuta paura degli insetti, degli aghi, di prendere un aereo, eccetera. È quindi la paura di un oggetto, di un animale, di una situazione, che porta la persona ad evitarli. In questo caso la paura è sproporzionata rispetto al reale pericolo rappresentato dall’oggetto o dalla situazione, e causa problematiche nella vita sociale della persona che ne soffre.


Il disturbo d’ansia sociale, invece, prevede paura o ansia marcate durante situazioni sociali nelle quali la persona è esposta ad un possibile giudizio da parte degli altri (per esempio durante una conversazione, l’incontro di altre persone, l’osservazione da parte degli altri…). Nella fobia sociale, la persona teme che agirà in modo tale da essere valutata negativamente. Anche in questo caso la paura è spropositata e le situazioni temute vengono evitate portando a grossi disagi.



Il panico

Nel disturbo di panico si verificano attacchi di panico ricorrenti e inaspettati. È importante quindi riconoscere l’attacco di panico. L’attacco di panico è dato da paura o disagio improvvisi che raggiungono il picco in pochi minuti e possono essere accompagnati da: palpitazioni, tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento, sensazione di asfissia, dolore al petto, nausea, sensazioni di vertigine o di svenimento, brividi o vampate di calore, formicolii, derealizzazione e/o depersonalizzazione, paura di perdere il controllo o “impazzire” e paura di morire. Tutto ciò prevede anche una preoccupazione persistente verso la possibilità di ulteriori attacchi di panico e le loro conseguenze, con l’aggiunta di comportamenti problematici come per esempio l’evitamento di determinate situazioni.


L’agorafobia, poi, riguarda la paura e l’ansia eccessive in alcune situazioni, come l’utilizzo di trasporti pubblici, l’essere in spazi aperti o chiusi, il trovarsi tra la folla e l’essere fuori casa da soli. Anche qui sono presenti reazioni eccessive, evitamento e problematiche sociali.


Il disturbo d’ansia generalizzato, il disturbo d’ansia tipicamente più conosciuto, prevede ansia e preoccupazione eccessive e incontrollabili in diversi ambiti della vita. Tra i sintomi si riscontrano: irrequietezza, “nervi a fior di pelle”, affaticamento, difficoltà di concentrazione, vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare e alterazioni del sonno.


Esistono inoltre sintomi di ansia che possono essere causati dall’assunzione di sostanze psicoattive, come droghe o farmaci, oppure anche da altre patologie mediche.


L’ansia, infine, si può presentare insieme ad altre psicopatologie, come i disturbi dell’umore, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi da stress e dissociativi, i disturbi psicosomatici e alimentari, i disturbi del sonno, eccetera.


Ma perché vengono i disturbi d’ansia? Quali sono le cause?


Innanzitutto occorre sapere che come in tanti altri fenomeni psicologici ci può essere una familiarità genetica, che si intreccia a fattori ambientali e contestuali. Le cause dei disturbi d’ansia possono essere quindi molteplici. Possono essere legate a traumi subiti dalla persona durante l’infanzia, oppure possono riguardare un momento di vita particolarmente difficile, o ancora, possono essere dettate addirittura da conoscenze psicologiche erronee, per esempio quelle sull’ansia in sé.


Questa lunga e schematica descrizione, per il fatto di essere così corposa, può suscitare proprio ansia! Ma ciò che è importante sapere è che dall’ansia è possibile uscire.



Si può superare

Il trattamento elettivo per la cura dei disturbi d’ansia è la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, che in alcuni casi può essere associata alla terapia farmacologica.

Esistono alcune strategie per gestire l’ansia. Occorre prima di tutto conoscerla e vederla come un’emozione, cioè come qualcosa di buono e vantaggioso. Poi, è importante comprendere quando si presenta, quali sono i pensieri che la attivano e le conseguenze che ne derivano, tenendo presente che i pensieri sono “solo” pensieri. Dunque, un altro passo da fare è cercare di costruirne di migliori. I rimuginii e le azioni messe in atto per non provare ansia non fanno altro che aumentarla! Altri esercizi possono essere quelli di mindfulness ed esposizione.

Infine, conviene ricordare che l’ansia è ansia e di ansia non si muore!


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