
Disturbi Psicosomatici
Cosa sono i Disturbi Psicosomatici?
I Disturbi Psicosomatici comprendono una vasta gamma di condizioni, che in passato sono state classificate principalmente sotto l’espressione “Disturbi Somatoformi” (Disturbo di Somatizzazione, Disturbo di Conversione, Disturbo Algico, Ipocondria, Disturbo da Dismorfismo Corporeo), ma che attualmente vengono considerate e chiamate Disturbi da Sintomi Somatici.
All’interno di questa categoria, oltre al vero e proprio Disturbo da Sintomi Somatici (ossia Disturbo di Somatizzazione), rientrano il Disturbo d’Ansia di Malattia (conosciuto come Ipocondria secondo il nome precedente), il Disturbo di Conversione e il Disturbo Fittizio.
Una specificità riguarda il Disturbo da Dismorfismo Corporeo, o Dismorfofobia, poiché recentemente è entrato a far parte dei disturbi correlati al Disturbo Ossessivo-Compulsivo, sebbene, per la fenomenologia con cui si presenta, resti vicino ai disturbi psicosomatici, e si avvicini molto anche ai Disturbi Alimentari.
Al di là delle manifestazioni fisiche, un’altra possibile componente significativa dei Disturbi Psicosomatici è la forte preoccupazione o attenzione verso quei sintomi del corpo.
Una persona che sperimenta un disturbo psicosomatico può presentare sintomi che riguardano il corpo ma che non hanno necessariamente una causa organica primaria, nonostante si possano osservare vere e proprie alterazioni biologiche.
Poiché l’essere umano è di fatto un organismo bio-psico-sociale, la mente e il corpo sono collegati e reagiscono in sinergia agli eventi interni ed esterni che vive la persona. La psicosomatica, infatti, fa riferimento a questa risposta sinergica dell’individuo a ciò che vive.
Spesso, la tendenza può essere quella di minimizzare il vissuto della persona, senza comprendere quanto siano potenti la mente e il Sistema Nervoso e quali siano gli effetti che possono avere su tutto il resto del corpo, o anche senza comprendere quanto i sintomi corporei possano influenzare l’umore. Ritenere che i sintomi siano solo fisici, o solo psichici, o considerare arbitrariamente che il dolore fisico sia di origine mentale, o viceversa, non è del tutto accurato.
I Disturbi Psicosomatici possono avere cause principalmente legate allo stress, nonché all’impatto soggettivo che un’esperienza ha per la persona che ne soffre, ma possono nascere anche da apprendimento o predisposizione. Particolare rilievo quindi va dato ai possibili fattori di rischio biologici, psicologici, sociali e relazionali.
Le conseguenze di tali disturbi, invece, dipendono da quanto forte è per la persona l’impatto dell’episodio stressante. Si può passare da momenti transitori di cefalee, nausee, dolori gastro-intestinali, tachicardie, o difficoltà respiratorie, a periodi più estesi di dermatiti, reflussi gastrici, colon irritabile, malattie MICI, fibromialgia, o disturbi immunitari, fino a somatizzazioni atipiche importanti che possono essere associate ai quadri dissociativi legati a traumi.
Pertanto, chi vive queste esperienze può fare molta difficoltà anche ad accettarle e tollerarle.
Nell’area dei Disturbi Psicosomatici, dunque, c’è molta complessità. Non è possibile ridurre a spiegazioni semplicistiche l’esperienza di una persona.
Inoltre, questi disturbi possono emergere insieme ad altre condizioni psicopatologiche, come per esempio i Disturbi d’Ansia e i Disturbi Alimentari.
In conclusione, il trattamento dei Disturbi Psicosomatici dipende dall’intensità con cui si presentano: in alcuni casi può essere relativamente semplice e di breve durata, in altri può risultare invece più elaborato, delicato e richiedere tempi più lunghi.
L’approccio, alla luce dell’ottica bio-psico-sociale, è quindi quello multidisciplinare, che prevede un’équipe di lavoro medico, psicoterapeutico e sociale, in termini sia di prevenzione sia di cura.
